Newsletter #19, Agosto 2021

Pendant sept semaines, faute de lieu — à cause de nombreux avis d’expulsion imposés à l’une des associations pour le droit de mourir dans la dignité, plusieurs accompagnements au suicide ont été effectués dans des hôtels — allant de l’Ibis économique jusqu’au Hilton, à l’insu des hôteliers.

En 2007, un couple allemand est arrivé un soir dans un hôtel au centre ville d’une commune près de Zurich. Le mari marchait avec un déambulateur, mais n’avait pas l’air particulièrement malade. La réservation était pour une chambre double et une table au restaurant. Après un bon dîner, ils sont allés se coucher.

Le lendemain matin, une femme — qui s’est révélée être une bénévole de l’association — s’est présentée à l’accueil et a demandé à les rejoindre. Quelques heures plus tard, la police, appelée sur les lieux selon le protocole d’accompagnement, n’a pu que constater le décès de l’homme. Après un bref entretien, sa femme a pu repartir, cette fois seule.



Art. 115, 6 / 7, © Sabine Cattaneo, 2016

Un etnografo in casa anziani

Da sempre le istituzioni sociosanitarie sono entità umane complesse, non solo dal profilo organizzativo, ma anche da quello relazionale, poiché costituite da un ambiente dove diverse culture, identità e bisogni si incontrano e devono coesistere. 

Visto il mio ruolo di collaboratrice della Fondazione Sasso Corbaro e di riflesso il mio contatto con le Medical Humanities, presso la Casa San Rocco di Morbio Inferiore, dal marzo 2021, ho preso parte ad un progetto sperimentale che vede l’introduzione dell’etnografo sociale nel contesto della casa anziani. Il mio scopo, in qualità di etnografa, è quello di calarmi progressivamente nell’ambiente, nella vita dei residenti, negli spazi comuni e nel reparto, per osservare le dinamiche di interazione sociale, con particolare attenzione all’accoglienza dei bisogni socio relazionali di residenti e collaboratori. 

Basandomi su quelli che erano i capisaldi dell’etnografia (dal greco “ethnos”, ossia popolo, e “graphé” “scrittura” o “descrizione”) nata nell’Ottocento come disciplina che studiava i gruppi o le tribù non occidentali e definite “primitive”, oggi questa disciplina è definita come uno studio antropologico basato sulla ricerca territoriale dei comportamenti socio-culturali di un qualsiasi gruppo umano. 

Non essendo medico, assistente di cura o infermiera e proprio perché non mi colloco all’interno della casa per assegnare e dare giudizi e tanto meno soluzioni, la mia figura rende possibile l’accesso all’altro in una condizione che non è di tipo istituzionale, ma più di “mediatore senza giudizio”, un intermediario, il cui scopo è di fornire alla Direzione della casa, dopo una serie di fasi analitiche degli appunti raccolti, gli elementi da cui poter discutere e/o mettere in atto dei continui miglioramenti che però, per motivi legati alla privacy non potranno esser esposti in questo editoriale e che rimarranno all’interno della casa anziani stessa.
 
Attuando il “metodo dell’ osservazione partecipante” mi sono immersa all’interno del gruppo sociale in maniera diretta, instaurando rapporti di interazione con i residenti e il personale curante; inclusività che mi permette di descrivere e comprendere, attraverso l’immedesimazione, le motivazioni e i significati messi in atto all’interno del gruppo. Con questo metodo non solo favorisco la creazione di momenti di socialità ma anche di supporto all’attività di interpretazione degli eventi  vedendo le cose con gli occhi dell’altro. Cerco di dare una valutazione così più adeguata alla mia interpretazione iniziale, permettendo di guadagnare la fiducia e attenuare la tendenza del contesto studiato a nascondere o alterare le dinamiche. Si insatura un rapporto di fiducia,che evita atteggiamenti valutativi, ma ribadisce spesso quale sia il mio ruolo così da allentare ogni forma di resistenza. 

Ma come si possono applicare gli strumenti dell’etnografia sociale nel contesto della casa anziani? L’indagine si sviluppa su tre fasi: nella prima fase, osservo, partecipo e raccolgo gli elementi tangibili e intangibili dell’ambiente attraverso “note etnografiche” personali (ossia appunti brevi, informazioni sparse (impressioni, interrogativi, stati d’animo, ecc.) che solo in seguito, nella seconda fase chiamata “tassonomia” o “note estese” vengono categorizzati, a seguito della discussione intercorsa tra la mia figura e quella dei Capi Servizio della struttura, così da identificare le tematiche piu rilevanti e ricorrenti nelle dinamiche relazionali tra i bisogni dei residenti e l’ambiente e poter fornire un rapporto che verrà consegnato alla direzione dell’istituzione. Nella terza, ed ultima fase, il Team di direzione, applica una meta-analisi, ossia le informazioni vengono raccolte per comprenderne le cause profonde ed eventualmente apportare modifiche formali o meno all’ambiente. 

Possiamo dunque affermare che la figura dell’etnografo sociale può esser definito come un operatore delle social environmental humanities, in equilibrio tra la troppa vicinanza alle cose e l’insensibile distanza. 

Anaïs Martignoni

Pensieri

Brevi approfondimenti, estratti di articoli, video, citazioni, idee, spunti o semplici annotazioni per riflettere insieme sui temi più attuali delle Medical Humanities.

A CURA DI ROBERTO MALACRIDA

«[…] dal punto di vista strettamente psichico, la paura di assumere il vaccino è la stessa di viaggiare in aereo. La vigilanza dell'Io non vuole arretrare, non accetta di perdere il controllo, di affidarsi ad un altro sapere. Eppure è quello che accade ogni volta che dobbiamo sottoporci, a causa di una malattia, al discorso medico e alle sue leggi. Al fondo c'è una strenua difesa dell'inviolabilità dei propri confini personali, una profonda angoscia di contaminazione. Si tratta di un prolungamento collettivo del narcisismo ipocondriaco individuale: preservare i propri confini dalla venuta dello straniero. È una declinazione particolare di sovranismo psichico».
Massimo Recalcati, “Gli ideologici, i filosofici e i salutisti: viaggio nella mente del popolo no vax”, La Repubblica, 30.07.2021.

«As respected members of society, physicians can also play a role in researching and highlighting the root causes of inequities in outcomes and help close the gap between the population based on public health approach and the individual orientation of clinical encounters. The increasing deployment of interprofessional teams may also provide physicians with colleagues such as community health workers, home health aides, and social workers who can assist with a more holistic approach to care».
David Hunter, “The Complementarity of Public Health and Medicine — Achieving «the Highest Attainable Standard of Health»”, New England Journal Of Medicine, 05.08.2021.
«Kronos, il tempo che passa, quello della vita e delle stagioni. Kairos, il momento propizio, l'occasione da cogliere. E Krisis, che, specie in ambito medico, indica il momento critico, decisivo in un senso o nell'altro. Nel mondo cristiano Kairos viene a designare l'incarnazione, che è il momento più importante. Cristo rappresenta il Kairos per eccellenza, l'inizio di un tempo nuovo che continuerà fino alla fine dei tempi, il momento della Krisis, del giudizio finale preceduto dall'Apocalisse. Il tempo cristiano delle origini è tutto inscritto entro questi due limiti, Kairos l'incarnazione e Krisis il giudizio finale. Il tempo che intercorre tra i due, Kronos, per i cristiani in fondo non conta, è una specie di presente senza sostanza caratterizzato dall'attesa della fine dei tempi […]. In questo schema Kronos è stretto tra Kairos e Krisis. La storia dei secoli seguenti è quella della progressiva affermazione di Kronos. Due nomi incarnano più di altri questo passaggio: da un lato il naturalista Buffon, per il quale l'età della terra è molto più antica di qualsiasi cronologia biblica, dall'altro il filosofo Condorcet, che ha immaginato una progressione temporale illimitata, liberata dal termine ultimo della fine dei tempi. Nasce da qui il tempo moderno, senza più limiti e caratterizzato dalla prospettiva del progresso».
François Hartog in Fabio Gambaro, “Lo storico François Hartog: “Noi, sospesi nel presente senza tempo”, La Repubblica, 15.07.2021.
«E la vulnerabilità? La nostra vulnerabilità? Ci appartiene, la osserviamo dall'interno. Ma dall’interno di chi? Dei singoli individui? Della comunità? Di quale comunità? Del mondo intero? Siamo davvero interessati al mondo intero? La vulnerabilità, la fragilità, è oggi un elemento assai discusso. Spesso si invoca una sua maggiore accettazione. Bisogna accogliere le nostre paure, si dice. Esporle fa bene, diffonde sentimenti buoni, forse ci rende amabili.abbiamo un rapporto ambiguo con la vulnerabilità e dunque con il rischio. C’è qualcosa di caratterizzante, di personale, nella vulnerabilità.da dipendenza».
Letizia Pezzali, “L’illusione contemporanea di poter calcolare ogni rischio”, Domani, 27.07.2021.
«Parlano di una scuola [la Scuola Normale Superiore di Pisa, ndr.] che non si impegna nel dibattito pubblico anzi insegna ed esorta a non farlo: non ci esponiamo, non vi esponete. “Si è rinunciato da anni, l'impegno civico è passato in secondo piano, è considerato una macchia di cui l'accademico non deve sporcarsi”. Raccontano una “Università azienda, dove l'indirizzo della ricerca segue la logica del profitto”. Dicono, numeri alla mano – a partire dal proprio ateneo - , del “divario di genere. Il precariato si vince solo dopo i quarant'anni di età avendo dedicato i precedenti venti alle pubblicazioni. Vi invitiamo a interrogarvi, prestare attenzione sempre quando di fronte a voi avete una donna, una ricercatrice incinta, una professoressa madre, un'allieva offesa da un cliché ritenuto innocente”. “In questa stanza siamo privilegiati: dovremmo essere noi per primi a sfruttare questo privilegio per cambiare le cose. È dovere della scuola come istituzione”. La retorica dell'eccellenza è, infine, “incompatibile con l'incompletezza e la fallibilità di ognuna di noi”».
Concita De Gregorio, “La Normale di Pisa e le critiche delle studentesse”, La Repubblica, 25.07.2021.
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Uno sguardo sugli archivi

Video, registrazioni audio, testi e fotografie raccolte in oltre vent'anni di attività. Con questa rubrica desideriamo portarvi alla scoperta di materiali inediti custoditi negli archivi della Fondazione Sasso Corbaro.

EUGENIO BORGNA: «LE STIGMATE DELLA MALATTIA PSICHICA: LA VULNERABILITÀ COLPEVOLE?»
Videoregistrazione dell'intervento tenuto psichiatra e accademico lombardo Eugenio Borgna nel contesto del primo percorso "Prognosi e Destino" promosso dalla Fondazione Sasso Corbaro nel marzo-dicembre 2012.

Sullo scaffale

Consigli di lettura, spunti di riflessione, recensioni di libri e film raccolti nel Centro di documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.

A CURA DI FEDERICA MERLO E MARTINA MALACRIDA NEMBRINI

La tuffatrice

Julia Von Lucandou

Vincitore dello Schweizer Literaturpreis nel 2019, La tuffatrice è il romanzo d’esordio della scrittrice tedesca classe ’82, Julia Von Lucadou. Si tratta di una distopia orwelliana, ambientata in un futuro dietro l’angolo, nella quale la psicologa del lavoro Hitomi Yoshida, protagonista delle vicende, viene ingaggiata per riabilitare la star del tuffo dai grattacieli Riva Karnovski, che, a causa di un grave burn-out, ha abbandonato gli allenamenti e le competizioni. [...] Perchè leggerlo? Perché, per certi aspetti, il futuro di questo romanzo… è già il nostro presente! [...] Continua a leggere 

Telefono

Percival Everett

Ci sono autori che vorresti leggere da un po’, ma non si sa perché, restano lì. Poi, quando ti decidi, è difficile scegliere da dove iniziare: si va in ordine di pubblicazione? Ci si butta subito sul libro migliore? Anche con Percival Everett, scrittore statunitense classe ’56, noto per essere l’afroamericano che non parla degli afroamericani, mi è successo così. Finché a luglio di quest’anno i tipi de La Nave di Teseo non hanno pubblicato Telefono, ultima fatica di Everett con la quale è arrivato in finale al Pulitzer 2021 (vinto da Louise Erdrich con «The Night Watchman», che sarà tradotto da Feltrinelli e arriverà in autunno). [...] Perché leggerlo? Perché, come dice l’amico e bookblogger Angelo Cennamo su Telegraph Avenue (trovate qui la sua recensione di Telefono) «Leggere Percival Everett è come saltare nel buio: occorre fidarsi, lasciarsi condurre senza fare tante domande». [...] Continua a leggere

Dalla rivista per le Medical Humanities

Sulla scia del video inedito pubblicato nella nuova rubrica «Uno sguardo sull'archivio» - una riproduzione della conferenza tenuta da Eugenio Borgna nel 2012, nel contesto del primo percorso «Prognosi e Destino» - vi proponiamo di rileggere l'intervista che lo vede protagonista, realizzata da Guenda Bernegger e Roberto Malacrida per il terzo numero della rivista per le Medical Humanities.

Venite a vedere. A colloquio con Eugenio Borgna.

Guenda Bernegger e Roberto Malacrida, rMH n. 3

«Siamo stati accolti da Eugenio Borgna, con il calore che lo contraddistingue, a Novara. È qui, nell’Ospedale Maggiore, che questa figura storica della psichiatria fenomenologica ha portato avanti nella prassi, accanto a un’inesausta attività saggistica, i valori, l’attenzione e lo sguardo propri di una psichiatria umanistica cui le Medical Humanities hanno molto da attingere». Clicca qui per leggere l'articolo

Curare ad arte

Una ricerca sul tema della cura nel mondo dell'arte, perché curare è un'arte e l'arte può essere cura.

Autoritratto con amici. 1824 / 27

Francesco Hayez
olio su tela, Museo Poldi Pezzoli, Milano

Il quadro è un non finito, un abbozzo di dipinto molto probabilmente iniziato da Hayez sotto un importante moto emotivo. L’opera infatti raffigura la trasposizione visiva del brindisi recitato dal Tommaso Grossi nel 1824 in un banchetto di amici organizzato da Giuseppe Molteni per festeggiare la guarigione di Hayez da una lunga malattia. Il personaggio al centro, dunque, sarebbe lo stesso artista  attorniato dai suoi amici più cari (a sinistra, Giovanni Migliara in basso e, in alto, Pelagio Palagi; a destra, con la tuba, Giuseppe Molteni e infine Tommaso Grossi). [...] Clicca qui per leggere

Agenda

FORMAZIONE

Curare la notte, curare di notte

PERCORSO DI FORMAZIONE CONTINUA

Che cosa significa prendersi cura dell’altro quando si è immersi nel buio? Quali sono le peculiarità del ‘curare di notte’?
La Fondazione Sasso Corbaro è lieta di presentarvi un nuovo percorso formativo rivolge agli operatori socio-psico-sanitari attivi nell’ambito delle cure notturne e a tutti coloro siano interessati ad approfondire questo tema.
Quando? Da settembre 2021 a febbraio 2022
Dove? A Bellinzona

Come? Trasmettendo la propria iscrizione a fondazione@sasso-corbaro.ch entro il 15 settembre 2021
Scarica il Dépliant

EVENTI

Gli occhi di Vivian Maier. I'm a camera.

EVENTOREALE

Uno spettacolo teatrale denso di poesia sul caso più eclatante di fama postuma, un racconto dedicato a celebrare la fotografa franco-americana Vivian Maier, la bambinaia dalla vita enigmatica che lasciò 150.000 fotografie (la maggior parte delle quali mai sviluppate). Una storia di tempi sbagliati, un racconto sul binomio fotografia-vita, sulla forza e sul mistero di una donna sola e forte che ha abbracciato il mondo. L'evento è promosso SpazioReale nel contesto della mostra «50 | 50 | 50».
Quando? Venerdì 20 agosto, ore 21:00
Dove? Corte Antico Convento delle Agostiniane di Monte Carasso

Il museo degli amori perduti di Valentina Giuliani

LONGLAKE FESTIVAL

Presentazione in anteprima del libro di Valentina Giuliani "Il museo degli amori perduti" (Dadò, 2021), illustrato da Barbara Fässler. Parteciperanno all'incontro, insieme all'autrice, Sergio Roic e Marco Ballerini.
Quando? Martedì 24 agosto, ore 18:00
Dove? Boschetto - Parco Ciani, Lugano

La Scienza a regola d’Arte. Incontro con Monica Bonvicini e Paolo Mazzarello

LAC EN PLEIN AIR

I protagonisti dell’ottavo incontro del ciclo di conversazioni de La Scienza a regola d’Arte, nate dalla proficua collaborazione tra il MASI e IBSA Foundation per la ricerca scientifica, sono l’artista italiana Monica Bonvicini, professore ordinario di Arti Performative e Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Vienna e lo scienziato Paolo Mazzarello, professore ordinario di Storia della Medicina presso l’Università di Pavia e Direttore del Museo Kosmos di Storia Naturale di Pavia.
Quando? Giovedì 26 agosto, ore 21:00
Dove? LAC Agorà

Congresso della Società Svizzera di Filosofia: sapere, potere, agire

La Società Svizzera di Filosofia è lieta di invitarvi al Congresso in programma dal 27 al 29 agosto presso il nuovo Campus universitario USI-SUPSI a Lugano: tre giorni di riflessione sulle possibili declinazioni del rapporto fra i tre concetti “Sapere, potere, agire”, in compagnia di una lunga serie di relatori svizzeri e stranieri. Il Convegno sarà preceduto da due appuntamenti su tematiche affini: sabato 21 agosto al Grotto della Salute di Massagno è previsto un Café Philo su “Parlare bene e razzolare male: i filosofi e la coerenza”, animato da Virginio Pedroni. Mercoledì 25 agosto alla Biblioteca cantonale di Lugano, Giacomo Marramao interverrà su “L’impotenza del potere”.
Quando? 27-19 agosto
Dove? Campus USI-SUPSI, Lugano
Maggiori informazioni su 
www.societafilosofica.ch e www.sagw.ch, oppure scrivendo a congressoFilosofia2021@gmail.com
Scarica il programma del Convegno

Ricerca

La Fondazione è lieta di presentarvi il frutto degli ultimi progetti di ricerca volti a indagare una delle principali sfide etiche poste dalla pandemia di Covid-19: la presa di decisione etica in una situazione quando occorre ricorrere al triage per i pazienti gravemente malati. In particolare, abbiamo analizzato l'accettazione, l'applicazione e le eventuali difficoltà incontrate nell'adesione delle linee guida dell'Accademia Svizzera delle Scienze mediche per l'accesso alla medicina intensiva.

Physicians' Acceptance of Triage Guidelines in the Context of the COVID-19 Pandemic: A Qualitative Study

Federica Merlo, Mattia Lepori, Roberto Malacrida, Emiliano Albanese e Marta Fadda, Front. Public Health, 30 July 2021.
DOI: https://doi.org/10.3389/fpubh.2021.695231

Physicians’ acceptance of the Swiss Academy of Medical Sciences guidelines “COVID-19 pandemic: triage for intensive-care treatment under resource scarcity”

Merlo Federica, Lepori Mattia, Malacrida Roberto, Albanese Emiliano, Fadda Marta, Swiss Med Wkly. 2021; 151. 
DOI: https://doi.org/10.4414/smw.2021.20472

«Cose belle»

Uno spazio in cui collezionare suggestioni audiovisive legate a «cose umanistiche belle» o «cose belle umanisticamente», raccolte anche grazie ai preziosi suggerimenti dei nostri lettori. Vi invitiamo a contribuire a questa rubrica segnalandoci via e-mail le «cose belle» che incontrate.

INCONTRO CON EDGAR MORIN

LASER, RSI RETE DUE | 7-8 LUGLIO 2021, REPLICA

Per rendere nuovamente omaggio a Edgar Morin, una delle menti più brillanti della nostra epoca, che proprio lo scorso mese di luglio ha compiuto 100 anni, vi invitiamo a riascoltare l'intervista a lui dedicata, curata da Roberto Antonini e trasmessa in replica su Rete Due.

CONCERTO PRIVATO CON MARTHA ARGERICH 

ARTE CONCERT | YOUTUBE

«E se la musica da camera tornasse nei salotti? Originariamente riservato alla sfera privata, questo particolare genere musicale ha perso parte della sua essenza man mano che veniva suonato in sale sempre più grandi. ARTEConcert mira a richiamare le sue origini, invitando i più talentuosi musicisti contemporanei per concerti esclusivi. In questo video, la pianista Martha Argerich riceve il pubblico nella sua casa di Ginevra, circondata dalla sua famiglia. Per l'occasione, sua figlia, la giornalista Annie Dutoit, svolge il ruolo di "maîtresse de cérémonie", e propone un'intima e delicata intervista alla madre».

Ultimi arrivi in Videoteca

Una selezione degli ultimi DVD e Blu-ray entrati a far parte del Centro di Documentazione della Fondazione Sasso Corbaro.

Una vita difficile.

Alberto Sordi, Italia, 1961.

Parole chiave: Etica politica; Dignità; Giustizia 

Die Morder sind unter uns. (Gli assassini sono tra noi).

Wolfgang Staudte, Germania, 1946.

Parole chiave: Giustizia, Memoria, Etica politica, Medici, Responsabilità 

El Boton de nacar. (La memoria dell’acqua).

Patricio Guzman, Cile-Francia-Spagna, 2015.

Parole chiave: Diritti umani; Memoria 

Chambre 212. (L’hotel degli amori smarriti).

Christophe Honoré, Francia, 2019.

Parole chiave: Sentimenti; Memoria; Destino 

Senses. 

Ryüsuke Hamaguchi, Giappone, 2015.

Parole chiave: Gruppo; Sentimenti
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